Effetto Fornero sul lavoro intermittente
Per apprezzare gli effetti della riforma del lavoro sul piano dei grandi aggregati ci vorrà del tempo.
Ma già ora si nota un impatto significativo sul contratto di lavoro intermittente, profondamente ri-regolato dalla legge 92.
Alcuni osservatori hanno affermato: “Ecco, la riforma del mercato del lavoro non funziona”, altri con un altrettanto atteggiamento semplicistico argomentano: ” La riforma funziona perché l’occupazione tendenziale tiene, mentre siamo alla presenza di un PIL a – 2,6 e di una produzione industriale a – 4,8 (tendenziale). In realtà ci vorrà molto tempo per apprezzare gli effetti (se ce ne saranno) della riforma varata con la legge n° 92/2012 sul piano dei grandi aggregati.
Quello che si può cominciare ad osservare è la ricaduta delle norme specifiche che hanno teso a modificare il comportamento delle imprese, incentivandoli o no rispetto agli obiettivi che il legislatore si era dato.
Il talento e la passione, esperienze di una vita dove l'impegno e la creatività si uniscono in un mestiere che non si finisce mai di imparare
mercoledì 16 gennaio 2013
mercoledì 19 dicembre 2012
Visto che il mondo non finirà, cerchiamo di migliorarlo!
Sembra proprio che l’interpretazione sensazionalistica del calendario Maya non abbia colto nel segno e che dobbiamo ritrovarci tutti insieme a guardare lontano.
Guardare lontano, cioè immaginare un mondo dove possano essere corretti e magari migliorati gli obiettivi ed i valori che ci hanno accompagnato in questi ultimi venti anni di decadentismo.
Purtroppo il termine “progresso”, la cui valenza non è più solo quella di sviluppo e miglioramento della vita dell’uomo, ma si accompagna al lassismo morale e sociale che contestualmente non sono progrediti bensì regrediti. La recessione non è stata solo economica e per la quale le persone si stringono tra di loro e si aiutano a superarla, ma spazi lasciati all’egoismo, alla megalomania, al principio del possesso materiale a tutti i costi, al mercimonio del corpo come strumento di benessere economico e della vendita della propria dignità per il raggiungimento rapido di ricchezza.
Guardare lontano, cioè immaginare un mondo dove possano essere corretti e magari migliorati gli obiettivi ed i valori che ci hanno accompagnato in questi ultimi venti anni di decadentismo.
Purtroppo il termine “progresso”, la cui valenza non è più solo quella di sviluppo e miglioramento della vita dell’uomo, ma si accompagna al lassismo morale e sociale che contestualmente non sono progrediti bensì regrediti. La recessione non è stata solo economica e per la quale le persone si stringono tra di loro e si aiutano a superarla, ma spazi lasciati all’egoismo, alla megalomania, al principio del possesso materiale a tutti i costi, al mercimonio del corpo come strumento di benessere economico e della vendita della propria dignità per il raggiungimento rapido di ricchezza.
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mercoledì 5 dicembre 2012
Occupazione giovanile - "Career Day" all'Università Avogadro
L’impegno del Servizio Job Placement dell’Università del Piemonte Orientale “Avogadro” verso i laureati delle diverse discipline si è ancora una volta concretizzato nel “Career Day 2012” permettendo ad oltre 350 candidati di presentarsi a 34 Aziende.
Un successo l’incontro tra il mondo del lavoro e quello dei giovani in cerca di occupazione.
L’impegno costante delle dr.sse Sabrina Olivieri e Elena Passalacqua ha consentito a questa iniziativa di essere un motore occupazionale nello sforzo di orientare i giovani e creare un link tra Università ed Aziende.
Un successo l’incontro tra il mondo del lavoro e quello dei giovani in cerca di occupazione.
L’impegno costante delle dr.sse Sabrina Olivieri e Elena Passalacqua ha consentito a questa iniziativa di essere un motore occupazionale nello sforzo di orientare i giovani e creare un link tra Università ed Aziende.
martedì 13 novembre 2012
Conclusioni del X Forum Direttori HR - dr. M.Richetti
X Forum dei Direttori del Personale
Il 26 ottobre 2012, organizzato da Federmanager Alessandria, presso la Valeo S.p.A di Felizzano si è svolto il X Forum dei Direttori del Personale per un confronto sul tema:
“La Riforma Fornero ed il suo impatto sulle aziende piemontesi”
Hanno partecipato ventitre Direttori del Personale ed esperti di relazioni industriali.
L’incontro ha avuto inizio con il ricevimento da parte della Società Valeo, con la presentazione dell’azienda del Direttore Risorse Umane del Gruppo Savio e del Direttore di Stabilimento Marenco che hanno successivamente guidato la delegazione dei partecipanti ad una visita dello stabilimento di Felizzano che si distingue per una produzione tecnologica particolarmente avanzata, per una produzione di assoluta avanguardia, per una organizzazione molto accurata e di assoluta competitività nello specifico settore merceologico di competenza.
Dopo un sontuoso coffee break, in apertura del Forum, il dott. Mannori di Federmanager ha fornito alcune informazioni sui programmi formativi predisposti da Federmanager per il prossimo anno ed ha auspicato indicazioni specifiche da parte dei Direttori del Personale sui futuri Forum, anche attraverso la compilazione di un questionario, distribuito ai presenti, e che sarà inoltrato tramite posta elettronica agli odierni assenti facenti parte del Coordinamento.
mercoledì 17 ottobre 2012
Direttori Risorse Umane: nuovo incontro sulla riforma Fornero
Alla VALEO S.p.A., (Via Roma 31- Felizzano - AL), il 26/10/12, alle ore 16,00, riprendono gli incontri di coordinamento tra i Direttori delle Risorse Umane delle principali aziende delle Province di Alessandria ed Asti promossi dalla Federmanager di Alessandria.
In questa occasione verrà trattato il tema:
“La riforma Fornero ed il suo impatto sulle aziende piemontesi“
Il dr. Massimo Richetti, Coordinatore Area Sindacale Unione Industriale di Torino, introdurrà il tema e contribuirà a stimolare il dibattito in collaborazione con il dr. Filippo Savio, Direttore HR Gruppo VALEO.
Su questo blog verranno poi pubblicate le conclusioni dei partecipanti.
In questa occasione verrà trattato il tema:
“La riforma Fornero ed il suo impatto sulle aziende piemontesi“
Il dr. Massimo Richetti, Coordinatore Area Sindacale Unione Industriale di Torino, introdurrà il tema e contribuirà a stimolare il dibattito in collaborazione con il dr. Filippo Savio, Direttore HR Gruppo VALEO.
Su questo blog verranno poi pubblicate le conclusioni dei partecipanti.
lunedì 1 ottobre 2012
Manager: meglio sopra i 50 anni
Uno studio di un'università israeliana mostra che per un manager la maggior vitalità nel lavoro si ha tra i 50 e i 59 anni di età, con un picco a 57.
Per un manager, la maggior vitalità nel lavoro arriva a un'età compresa tra i 50 e i 59 anni di età, con il picco massimo attorno ai 57 anni quando l'esperienza, l'energia mentale e il vigore fisico danno ancora il meglio di sè.
Per un manager, la maggior vitalità nel lavoro arriva a un'età compresa tra i 50 e i 59 anni di età, con il picco massimo attorno ai 57 anni quando l'esperienza, l'energia mentale e il vigore fisico danno ancora il meglio di sè.
giovedì 20 settembre 2012
Approvata la legge contro la pedofilia
PEDOFILIA/LANZAROTE E’ LEGGE
Don DI NOTO (METER): "GRANDE SODDISFAZIONE DOPO ANNI DI ATTESA E DI LOTTA. RECEPITA LA PROPOSTA DI LEGGE METER SULLA PEDOFILIA CULTURALE"
Avola (Sr) “Grande ed enorme soddisfazione che constato nell'approvazione della nuova legge (Convenzione di Lanzarote) da parte del Senato: i bambini ora saranno sempre più protetti. L’ impegno che Meter, in questi anni ha condotto, vede per la prima volta una norma contro la pedofilia culturale (che ha visto da circa 20 anni l’insistenza ed estenuante convinzione di far approvare questa norma che contrasterà seriamente chi istiga e promuove la pedofilia come benessere dei bambini. Anche le norme contro l’adescamento online di pedofili e abusatori di bambini, rafforzata nella sostanza bloccano chi è intenzionata a far cadere i bambini nella rete dell’abuso. Viene riconfermata la strategia dell’azione coordinata delle Procure distrettuali, cosa che se fosse stata distrutta avrebbe mandato in fumo anni di lotta per i più piccoli. Mi permetto di sottolineare , non solo l’impegno della politica, ma l! a strenua lotta della società civile e in questo caso di Meter. “
E' con queste parole che don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter (www.associazionemeter.org), pionieri in Italia e all’estero della lotta alla pedofilia, ha accolto l’approvazione in via definitiva, dal Senato, la Convenzione di Lanzarote.
Don DI NOTO (METER): "GRANDE SODDISFAZIONE DOPO ANNI DI ATTESA E DI LOTTA. RECEPITA LA PROPOSTA DI LEGGE METER SULLA PEDOFILIA CULTURALE"
Avola (Sr) “Grande ed enorme soddisfazione che constato nell'approvazione della nuova legge (Convenzione di Lanzarote) da parte del Senato: i bambini ora saranno sempre più protetti. L’ impegno che Meter, in questi anni ha condotto, vede per la prima volta una norma contro la pedofilia culturale (che ha visto da circa 20 anni l’insistenza ed estenuante convinzione di far approvare questa norma che contrasterà seriamente chi istiga e promuove la pedofilia come benessere dei bambini. Anche le norme contro l’adescamento online di pedofili e abusatori di bambini, rafforzata nella sostanza bloccano chi è intenzionata a far cadere i bambini nella rete dell’abuso. Viene riconfermata la strategia dell’azione coordinata delle Procure distrettuali, cosa che se fosse stata distrutta avrebbe mandato in fumo anni di lotta per i più piccoli. Mi permetto di sottolineare , non solo l’impegno della politica, ma l! a strenua lotta della società civile e in questo caso di Meter. “
E' con queste parole che don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter (www.associazionemeter.org), pionieri in Italia e all’estero della lotta alla pedofilia, ha accolto l’approvazione in via definitiva, dal Senato, la Convenzione di Lanzarote.
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lunedì 17 settembre 2012
Guala: una storia imprenditoriale di Alessandria
Presentato ieri, sabato 15 settembre, presso la sede dell'Associazione Cultura e Sviluppo il volume che racconta la storia dell'impresa Guala, giunta ormai alla sua terza generazione. Il doppio libro, scritto da Dario Fornaro, Roberto Livraghi e Giancarlo Subbrero, è stato presentato da Andrea Colli, docente della Bocconi
“Un libro nato per raccontare la storia della nostra avventura imprenditoriale e lasciarne una documentazione scritta ad uso della famiglia”. È con queste parole che Piergiacomo e Roberto Guala introducono il volume “Guala. Una storia imprenditoriale italiana” che è stato presentato sabato 15 settembre alle ore 11 presso la sede dell’associazione Cultura e Sviluppo, in piazza De André 76, ad Alessandria.
L’occasione per parlare del volume è stata offerta dalla conferenza di uno specialista di storia economica e aziendale, il prof. Andrea Colli, docente all’università Bocconi di Milano, che ha parlato sul tema: “Capitalismo famigliare e dimensione globale”. Il professor Colli, docente di Storia economica, è autore di rilevanti studi sul tema delle cosiddette “multinazionali tascabili”, e cioè le aziende, sovente a proprietà di una sola famiglia, che partendo da dimensioni locali hanno saputo costruire una presenza industriale estesa nei vari continenti e attiva sui mercati di paesi che oggi hanno i tassi di sviluppo più promettenti.
“Un libro nato per raccontare la storia della nostra avventura imprenditoriale e lasciarne una documentazione scritta ad uso della famiglia”. È con queste parole che Piergiacomo e Roberto Guala introducono il volume “Guala. Una storia imprenditoriale italiana” che è stato presentato sabato 15 settembre alle ore 11 presso la sede dell’associazione Cultura e Sviluppo, in piazza De André 76, ad Alessandria.
L’occasione per parlare del volume è stata offerta dalla conferenza di uno specialista di storia economica e aziendale, il prof. Andrea Colli, docente all’università Bocconi di Milano, che ha parlato sul tema: “Capitalismo famigliare e dimensione globale”. Il professor Colli, docente di Storia economica, è autore di rilevanti studi sul tema delle cosiddette “multinazionali tascabili”, e cioè le aziende, sovente a proprietà di una sola famiglia, che partendo da dimensioni locali hanno saputo costruire una presenza industriale estesa nei vari continenti e attiva sui mercati di paesi che oggi hanno i tassi di sviluppo più promettenti.
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mercoledì 5 settembre 2012
Stress da lavoro in aumento
Stress da lavoro in aumento in Italia
Il 43% dei lavoratori italiani ammette livelli di stress superiori rispetto all'anno passato; le cause? “Le finanze personali, il lavoro e i clienti”.
Secondo una ricerca effettuata da Regus - società che fornisce uffici flessibili, presente in 550 città di 95 Paesi del mondo - i lavoratori italiani sono più stressati in ufficio rispetto allo scorso anno.
La ricerca, che è stata condotta attraverso domande effettuate a 16mila persone di diverse nazionalità, ha mostrato che in Italia il 43% di chi lavora ha ammesso livelli di stress in aumento, evidenziati dal ritorno dalle vacanze estive.
Alla base dell'incremento dei livelli di stress, secondo quanto affermato, ci sono motivi strettamente correlati con la propria professione: dal peggioramento delle proprie finanze, dal lavoro in generale e dai clienti sempre più esigenti o - magari - dal ritardo con cui questi pagano.
Come ridurre questo fenomeno? La ricetta pare molto semplice, come ha individuato il 56% dei rispondenti: il lavoro flessibile, sia per quanto riguarda gli orari sia i luoghi di lavoro.
Questi i risultati principali della ricerca:
- Le principali cause di stress sono le finanze personali (50%), lavoro (46%) e clienti (46%);
- Il 56% dei partecipanti ha indicato nel lavoro flessibile una soluzione per ridurre lo stress
- Più della metà (54%) dei partecipanti ritiene che il lavoro flessibile sia più adatto alle esigenze familiari;
- Secondo il 39% dei partecipanti, il lavoro flessibile è più economico del lavoro con sede fissa e, secondo il 76%, consente di incrementare la produttività in quanto aiuta il personale a ridurre lo stress e ridurre i costi;
- A livello globale, i lavoratori di piccole aziende indicano i clienti (42%) come principale fonte di stress, mentre per i lavoratori di grandi aziende i clienti incidono in misura minore (27%), ma sono meno stressati dai dirigenti (20%) rispetto alle controparti delle grandi aziende (40%);
Secondo Mauro Mordini, direttore Regus Italia "Senza alcun dubbio, un lavoratore sotto stress è un lavoratore infelice e non in salute; pertanto, le aziende che intendono aiutare il personale a condurre una vita più gratificante, devono analizzare e gestire i livelli di stress all'interno dell'organizzazione. Tuttavia, il pesante carico dello stress non ricade solo sui lavoratori, ma anche sulle aziende in quanto il personale non è in grado di fornire le prestazioni richieste, necessita di più giorni di permesso per malattia ed è in genere meno efficiente. A conferma di precedenti ricerche Regus, che mostrano che il 58% dei lavoratori gode di migliore salute grazie al lavoro flessibile, i partecipanti identificano chiaramente il lavoro flessibile come una delle possibili soluzioni ai livelli di stress. Inoltre, indicano la flessibilità del lavoro come soluzione migliore per le esigenze della famiglia in quanto consente di trovare un migliore equilibrio tra vita professionale e personale.
Senza dimenticare che il lavoro flessibile viene visto come ideale per incrementare la produttività e ridurre i costi rispetto al tradizionale lavoro d'ufficio in quanto aiuta i lavoratori a ridurre lo stress e incrementare la flessibilità"
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Il 43% dei lavoratori italiani ammette livelli di stress superiori rispetto all'anno passato; le cause? “Le finanze personali, il lavoro e i clienti”.
Secondo una ricerca effettuata da Regus - società che fornisce uffici flessibili, presente in 550 città di 95 Paesi del mondo - i lavoratori italiani sono più stressati in ufficio rispetto allo scorso anno.
La ricerca, che è stata condotta attraverso domande effettuate a 16mila persone di diverse nazionalità, ha mostrato che in Italia il 43% di chi lavora ha ammesso livelli di stress in aumento, evidenziati dal ritorno dalle vacanze estive.
Alla base dell'incremento dei livelli di stress, secondo quanto affermato, ci sono motivi strettamente correlati con la propria professione: dal peggioramento delle proprie finanze, dal lavoro in generale e dai clienti sempre più esigenti o - magari - dal ritardo con cui questi pagano.
Come ridurre questo fenomeno? La ricetta pare molto semplice, come ha individuato il 56% dei rispondenti: il lavoro flessibile, sia per quanto riguarda gli orari sia i luoghi di lavoro.
Questi i risultati principali della ricerca:
- Le principali cause di stress sono le finanze personali (50%), lavoro (46%) e clienti (46%);
- Il 56% dei partecipanti ha indicato nel lavoro flessibile una soluzione per ridurre lo stress
- Più della metà (54%) dei partecipanti ritiene che il lavoro flessibile sia più adatto alle esigenze familiari;
- Secondo il 39% dei partecipanti, il lavoro flessibile è più economico del lavoro con sede fissa e, secondo il 76%, consente di incrementare la produttività in quanto aiuta il personale a ridurre lo stress e ridurre i costi;
- A livello globale, i lavoratori di piccole aziende indicano i clienti (42%) come principale fonte di stress, mentre per i lavoratori di grandi aziende i clienti incidono in misura minore (27%), ma sono meno stressati dai dirigenti (20%) rispetto alle controparti delle grandi aziende (40%);
Secondo Mauro Mordini, direttore Regus Italia "Senza alcun dubbio, un lavoratore sotto stress è un lavoratore infelice e non in salute; pertanto, le aziende che intendono aiutare il personale a condurre una vita più gratificante, devono analizzare e gestire i livelli di stress all'interno dell'organizzazione. Tuttavia, il pesante carico dello stress non ricade solo sui lavoratori, ma anche sulle aziende in quanto il personale non è in grado di fornire le prestazioni richieste, necessita di più giorni di permesso per malattia ed è in genere meno efficiente. A conferma di precedenti ricerche Regus, che mostrano che il 58% dei lavoratori gode di migliore salute grazie al lavoro flessibile, i partecipanti identificano chiaramente il lavoro flessibile come una delle possibili soluzioni ai livelli di stress. Inoltre, indicano la flessibilità del lavoro come soluzione migliore per le esigenze della famiglia in quanto consente di trovare un migliore equilibrio tra vita professionale e personale.
Senza dimenticare che il lavoro flessibile viene visto come ideale per incrementare la produttività e ridurre i costi rispetto al tradizionale lavoro d'ufficio in quanto aiuta i lavoratori a ridurre lo stress e incrementare la flessibilità"
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